Il paesaggio sonoro e circostante

5 incontri da due ore

Aula

Antonio Testa

Adulti o Adolescenti secondo ciclo scuola Primaria e Secondaria

max 20 persone

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Una passeggiata ad orecchie ben aperte può riservarci molte sorprese se solo proviamo a prestare attenzione a tutti quei suoni e quei rumori che ci circondano in ogni momento.

Potremo “osservare” l’ambiente sonoro che spesso per disattenzione o disabitudine quasi ignoriamo, o di cui ci rendiamo conto soltanto se è particolarmente fastidioso e caotico.

Può essere il primo passo per avvicinarci e comprendere quanti suoni (naturali, artificiali, piacevoli, sgradevoli, evocativi) possiamo ascoltare.

Questi suoni ci appartengono e ci circondano in ogni momento e, al tempo stesso, ci possono aiutare a riscoprire il valore del silenzio.

Può nascere così la curiosità di analizzare i suoni più da vicino.

Possiamo registrarli, riprodurli, organizzarli in seguenza, sovrapporli, cercare oggetti e strumenti che producano sonorità particolari, scoprire come suona il nostro corpo e le sonorità della nostra voce.

Si tratta di un gioco semplice ed appassionante, alla portata di tutti.

Murray Shafer, compositore e ricercatore di paesaggi sonori, sostiene che: “….occorre immaginare nuovi medoti di educazione del pubblico per sensibilizzarlo sull’importanza dell’ambiente sonoro.

Per giungere infine alla domanda fondamentale: il paesaggio sonoro del mondo è una composizione indeterminata sulla quale non possediamo alcuna possibilità di controllo oppure siamo noi stessi i compositori ed esecutori, siamo noi i responsabili della sua forma e della sua bellezza?..

Allora da dove occorrerà partire per educare alla scoperta del paesaggio sonoro se non dalle scuole attraverso attività di ricerca, attraverso il giocare con i suoni e sulle sue funzioni comunicative ed esspressive.

E non sarà necessario almeno inizialmente, ricercare paesaggi sonori straordinari, ma sarà sufficiente partire dai luoghi in cui i bambini stessi vivono: la casa, l’aula scolastica, il quartiere….

Questi luoghi sono utilizzabili come laboratori aperti, ricchi di oggetti che suonano, ma una parte fondamentale l’abbiamo anche noi stessi, come produttori volontari e involontari di suoni.

Obiettivi: Ricerca del suono e del paesaggio sonoro, da sviluppare attraverso giochi di “composizione”, organizzazione e simbolizzazione del suono.

L’attività si configura come esperienza di base, riproponibile in ambienti diversi e più ricchi di stimoli sonori.

I incontro: Parametri del suono

II incontro: Parametri del suono e utilizzo degli strumenti

III incontro: Ascolto ed analisi delle riflessioni effettuate del paesaggio sonoro

IV e V incontro: Ipotesi di mappa sonora del luogo dove sono state effettuate le registrazioni con un percorso stabilito.