Principi fondamentali dell’intervento

L’intervento proposto, che prevede l’utilizzazione della musica per soggetti normali, disabili, psicotici e a rischio, si fonda sulle seguenti basi teoriche:

Importanza della gratificazione-motivazione, valenza profonda del gioco espressivo – creativo, valore del movimento e del ritmo come via privilegiate per l’accettazione di se e  per l’interiorizzazione di strutture possibilità di suscitare apprendimenti (sia di livello orizzontale che verticale) attraverso il “non didattico” utilità del “fare “, “del fare utile”, “del fare insieme” anche nel piccolo gruppo, come stimolo e momento socializzante.

Le finalità dell’intervento si riassumono nell’attivare e sviluppare le capacità di base quali l’attenzione, la concentrazione, la percezione, l’osservazione, l’analisi e la sintesi, nell’aiutare lo sviluppo psicomotorio e nel migliorare la socializzazione.

Modalità e impiego della musica

Per comprendere quali sono gli elementi che qualificano questo settore riabilitativo e  terapeutico è necessario precisare il senso che i termini “Musica” e “Terapia” acquistano in questo particolare contesto.

In ambito musicoterapico per “musica” si intende un insieme di materiale sonoro-musicale che esorbitano di molto da ciò che di norma è considerato come “arte musicale!”, vale a dire: musica intesa nel senso comune.

Non si fa riferimento nella scelta del materiale sonoro-musicale a presupposti artistici/culturali (uso ciò che piace, ciò che riconosco come musica); ma a presupposti di intervento, di operatività (impiego ciò che può avere un senso, un significato nella relazione, nel progetto riabilitativo).

Si utilizza quindi qualsiasi evento sonoro/musicale percepibile e non dall’apparato uditivo, senza una gerarchia di valori. Volendo precisare il secondo termine, cioè la terapia, potremmo definirla come un “Fare”, un agire metodologicamente precisato che abbia per obiettivo una evoluzione, un miglioramento del soggetto. l’elemento sonoro/musicale può acquistare valore in due settori operativi.

Terapeutico: dove l’elemento sonoro/musicale diventa un canale di comunicazione non verbale che può favorire l’instaurarsi di particolari forme di relazione interpersonale.

Riabilitativo: dove l’elemento sonoro/musicale diviene la motivazione ad attuare una certa funzione (motoria, vocale, etc.) e costituisce il modello formale al cui interno questa funzione si articola. Si tengono presenti due orientamenti: da una parte si dà importanza alla spontaneità, alla libera produzione, all’improvvisazione; dall’altra si lavora verso l’organizzazione, la strutturazione, la ricostruzione controllata e razionale.

Metodologia: Suono e silenzio: discriminazione di situazioni acustiche di ambiente, rappresentazioni grafiche, esecuzioni con la  voce, il corpo e la percussione corporea-timbrica e semplici strumenti musicali.

Sviluppo della percezione timbrica, sviluppo dell’attenzione visiva e uditiva, capacità di percepire contrasti e sfumature, es; piano e forte, lungo e breve, grave e acuto, ecc.